Il terzo ergastolo per “Carlos lo Sciacallo”

A quarantatré anni dall’attentato al Drugstore Publicis, il venezuelano “Carlos lo Sciacallo”, il cui vero nome sarebbe Ilich Ramirez Sanchez, è stato condannato all’ergastolo in Francia. Nato a Caracas il 12 ottobre 1949 da un ricco avvocato di estrema sinistra, appena quindicenne Ilich milita con i giovani comunisti venezuelani, quindi parte a studiare a Londra, poi a Mosca. Successivamente entra nel fronte popolare per la liberazione della Palestina. Nel 1977 fonda il suo gruppo, l’Organizzazione dei rivoluzionari internazionali, con basi sparse nei Paesi dell’ex blocco sovietico. Il denaro libico e iracheno finanziava le loro azioni.

L’attentato, che ha avuto luogo a Parigi il 15 settembre 1974 nel Drugstore all’angolo fra Boulevrad Saint-Germain e la rue de Rennes, aveva causato due morti e trentaquattro feriti. Carlos, 67 anni, sarebbe, infatti, il terrorista filo-palestinese più temuto e ricercato degli anni Settanta e Ottanta. Lo “Sciacallo” era finito alla sbarra alla corte speciale di assise per il lancio di una granata all’interno della galleria commerciale che provocò due morti e decine di feriti nel 1974 a Parigi.

L’accusa: omicidio plurimo a scopi terroristici. Il processo, è durato circa due settimane alla fine delle quali è stata emesso il verdetto della giustizia francese: la terza condanna a vita per “Carlos lo Sciacallo”, mentre il suo legale presenta ricorso. Sanchez è già detenuto in un carcere francese dal 1994, anno in cui fu arrestato a Khartoum in Sudan con una spettacolare operazione, con condanna a due ergastoli per l’uccisione di tre uomini, fra cui due agenti segreti francesi e un informatore, nel 1975 a Parigi, e per quattro attentati esplosivi che fecero undici morti e circa 150 feriti nel 1982 e 1983 a Parigi, Marsiglia e su due treni.

Carlos non ha mai ammesso il suo coinvolgimento nell’attentato nella capitale francese e durante tutto il processo si è richiamato all’impossibilità per un militante rivoluzionario di fornire qualsiasi informazione agli inquirenti: «Certamente – ha detto il suo legale durante l’udienza – potrebbe essere stato Carlos, ma non c’è alcuna prova di ciò. In tutte le guerre ci sono delle vittime collaterali e questo è certo un elemento negativo».  Lo “Sciacallo” ha rivendicato l’uccisione di circa 1.500 persone da parte della sua organizzazione, delle quali ottanta le avrebbe eliminate lui personalmente, ma non ha mai ammesso la responsabilità diretta degli attentati per cui è stato condannato in Francia.

 

Ferrari Paola 3I – Azzarita

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